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SINDONE

La Sindone a Pachino

 

Per tre giorni la chiesa della Parrocchia San Corrado in Pachino è stata meta di un continuo pellegrinaggio di fedeli per un motivo tutto particolare: sull’altare della chiesa era una delle tre copie fotografiche su tela e a grandezza naturale esistenti della Sindone originale custodita a Torino.

 

Una singolare presenza; una testimonianza silenziosa ed eloquente della Passione di Cristo.

 

La Sindone, quasi un ‘vangelo in anteprima’ scritto con caratteri di sangue, ha potuto parlare al cuore di tutti con le sue impronte, che evocano in maniera visiva la passione dell’Uomo-Dio incarnatosi per la salvezza di tutti gli uomini.

 

Il messaggio salvifico della passione di Cristo, testimoniato dal lenzuolo che avvolse il Crocifisso nel sepolcro, è divenuto ‘palpabile’ ed incarnato come la Parola del Signore. E questo messaggio ha segnato in maniera forte la quaresima della comunità di San Corrado.

 

Assieme alla rara copia della Sindone posta sull’altare, sono stati posti lungo una parete della chiesa, una serie di pannelli per aiutare a comprendere meglio la realtà ed il messaggio della Sindone. Attraverso questi pannelli era possibile notare particolari importanti altrimenti sfuggenti; vi si trovavano evidenziati i caratteri e le cause della Passione e della morte dell’«Uomo della Sindone»; si potevano vedere i risultati raggiunti dagli studi scientifici eseguiti con le moderne apparecchiature.

 

Una nutrita rappresentanza di studenti degli istituti superiori di Pachino era stata invitata ed ha potuto seguire la presentazione scientifica, sia pure sintetica, fatta dal Prof. Rodante. Sono stati passati in rassegna i diversi particolari del ‘lenzuolo’ ed illustrati i diversi risultati della ricerche. La Sindone, infatti, è oggetto di studi scientifici multidisciplinari. Abbiamo approcci che vanno dalla fotografia alla numismatica, dalla palinologia all’informatica, dalla medicina legale agli studi specifici sulla mancata putrefazione del crocifisso sindonico… un corredo di nozioni seguite con grande attenzione e partecipazione dagli studenti.

 

L’incontro tuttavia più importante e toccante è stato la sera di venerdì 15, quando la chiesa si è riempita di fedeli in preghiera che hanno ripercorso, guidati dalla testimonianza della sindone, la Via della Croce.

 

Il percorso si è snodato attraverso 150 diapositive, con spiegazione e riflessioni, che hanno consentito ad ognuno di comprendere da vicino la realtà di quella vicenda e la grandezza di quell’uomo.

 

“Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!»”, così si esprime l’evangelista Marco. E dopo aver avuto modo di accostare la nuda realtà dei fatti, veramente risulta chiaro cosa intendesse dire. Solo il Figlio di Dio poteva morire sopportando quelle torture e rimanendo tuttavia capace di perdono e totalmente fiducioso nel Padre suo!

 

E mentre il messaggio della Sindone arrivava al cuore di tutti, una preghiera saliva spontanea, a conclusione di questa singolare via crucis: «Signore, fammi un po’ di spazio sulla tua croce!»

 

Sebastiano Rodante

 

L’uomo della sindone è Gesù

 

Pachino – lo scienziato Sebastiano Rodante, esperto medico del Centro internazionale di Sindonologia di Torino, ha tenuto sabato sera (16/03/02) a Pachino una conferenza dal titolo «la Sindone, tra scienza e fede agli albori del terzo millennio» su iniziativa della Fidapa. L’illustre studioso siracusano, con un linguaggio semplice e grazie all’ausilio di un consistente numero di diapositive, ha tenuto alta l’attenzione dei presenti all’interno della chiesa del SS. Crocifisso di piazza Vittorio Emanuele. Ampi dettagli relativi alle ferite dell’uomo della Sindone. Rodante si è soffermato soprattutto sull’assenza di fratture ossee, con numerosi punti di riferimento anche con la Sacra Scrittura. A partire dal torace gibboso, simile a quello degli asmatici, che indica come causa della morte l’asfissia dovuta alla difficoltà respiratoria del crocifisso.

 

Sul punto di ingresso del chiodo (chiamato scientificamente «spazio di Destot») è evidente dagli ingrandimenti al microscopio come il chiodo si sia innesto proprio in un punto privo di ossa, mentre le linearità delle tibie smentisce fratture alle gambe e lo stesso discorso può farsi per la ferita da lancia al costato (inseritasi nel quinto spazio intercostale). Trova conferma il dettato delle Sacre Scritture su Gesù Cristo «non gli sarà spezzato alcun osso». Altri elementi di analisi sono quelli legati alle tracce di sangue sulla fronte. Di grande interesse sono stati anche i riferimenti legati al foto-rilievo e le indicazioni pervenute dalla medicina legale sul corpo dell’uomo della Sindone.

 

«In sessant’anni di studi sul telo sindonico – ha affermato Sebastiano Rodante – mi sono sempre posto con la mentalità dello scienziato, scartando tesi miracolistiche».

 

Per le tracce frontali di sangue si può parlare con sicurezza del gruppo sanguigno «AB». In questo frangente lo scienziato siracusano ha riferito della sua scoperta legata ad una traccia di sangue del ramo frontale-temporale della vena superficiale sinistra. «Questo lenzuolo – ha aggiunto Rodante – ha avvolto un uomo che ha subito con certezza la lesione dei due vasi sanguigni». Anche i dati storici smentiscono per Rodante l’ipotesi dell’artefatto umano a proposito dell’immagine impressa nel telo sindonico. «Ad un certo punto le possibilità dello sperimentatore si fermano – ha sottolineato Rodante – e subentrano le convinzioni personali e dopo sessant’anni posso affermare con certezza che l’uomo della Sindone altri non è che il Cristo».

SergioTaccone.

Fonte La Sicilia

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