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LA STORIA

 

I Canossiani

 

Dalla fondazione al 1925

 

 Nel 1833 si aggiunsero a don Luzzo due laici bergamaschi, Giuseppe Carsana (nato a Carenno nel 1790) e Benedetto Belloni, i quali portarono avanti l’opera dopo che Luzzo entrò tra i Carmelitani Scalzi di Treviso.

 

Nel 1844, dopo che il governo austriaco impose lo sgombero totale del quartiere di Santa Lucia per l’erigenda stazione ferroviaria di Venezia, Carsana e Belloni si trasferirono nel decadente convento dei Francescani presso la Chiesa di San Giobbe, nello stesso sestiere di Cannaregio.

 

Nel 1860, grazie all’interessamento del Patriarca Angelo Ramazzotti, i Figli della Carità vestirono l’abito religioso e nel 1897 il Patriarca Giuseppe Sarto fece scrivere per loro e approvò la Regola. L’Istituto rimase per circa un secolo ridotto a due o tre membri.

 

Nel 1923 Fra Giovanni Zuccolo, constatata l’impossibilità di continuare, rimise l’opera nelle mani del cardinale di Venezia Pietro La Fontaine, il quale propose al sacerdote veronese don Giovanni Calabria di inglobare l’Oratorio dei Figli della Carità nel suo Istituto. Don Calabria rifiutò intravedendo per i Canossiani un possibile sviluppo.

 

Gli sviluppi dell’Istituto

 

Nel 1925 un sacerdote della diocesi di Padova, Angelo Pasa (nato a Fonzaso nel 1881), entrò tra i Figli della Carità dopo una ricca esperienza come formatore nel seminario di Padova e di Fabriano e dopo aver svolto incarichi di grande responsabilità nelle due diocesi. A Padre Angelo Pasa è dovuto lo sviluppo della Congregazione con la fondazione del seminario nel 1928 e con la tenacia con cui ha aperto nuove case soprattutto durante il suo servizio di Superiore Generale dal 1946 al 1952.

 

Nel 1939 il Patriarca Adeodato Piazza emanò il decreto formale per il riconoscimento canonico dell’istituto dei Figli della Carità e per l’approvazione di nuove costituzioni. Nel 1949 il Papa Pio XII, constatato che «l’Istituto s’era diffuso in parecchie diocesi e che i suoi membri lavoravano a vantaggio della cristiana società», approvò l’Istituto come Congregazione di diritto pontificio. Nel 1966 fu fondata in Brasile la prima missione dell’Istituto. Oggi i canossiani sono presenti in Italia, Brasile, Filippine, India e Tanzania con 150 membri distribuiti in 30 comunità.

 

 

Il Carisma

 

 Lo Spirito Santo, che vivifica la sua Chiesa e l’arricchisce di doni sempre nuovi, ha suscitato in Maddalena di Canossa il carisma che anche noi oggi viviamo.

 

Discernendo i segni del suo tempo e contemplando Cristo crocifisso, ella si sentì spinta a seguirlo.

 

Nobile e ricca, si fece povera e serva dei poveri, per testimoniare l’amore di Colui che ha dato se stesso per noi e indicarlo presente, ancora sofferente e crocifisso nei poveri e nei piccoli.

 

La nostra Congregazione nasceva nell’umiltà e oscurità della croce, mentre Maddalena capiva sempre più che per lei e per l’opera Dio voleva essere solo, il primo fondamento, l’unico fine, l’amore più grande.

 

Dio che parla negli eventi della storia, ci fa riconoscere nell’umiltà delle origini il nostro carisma.

 

Continuò a credere però nel dono dello Spirito e dopo vari tentativi il 23 maggio 1831 diede inizio a Venezia all’Istituto dei Figli della Carità.

 

I “Rami di Carità”

 

Nella città dì Verona è molto conosciuta Santa Maddalena di Canossa per le sue grandi doti di Carità per l’accoglimento delle fanciulle povere e abbandonate.

 

Da giovane Maddalena ebbe esperienze molto mistiche ed ebbe contatti con le povere genti nelle strade offrendo denaro e pane, nonostante il divieto della sua famiglia.

 

Ma Dio la chiamò sempre più forte perchè intraprendesse la sua vocazione nell’opera caritatevole; infatti raccolse alcune bambine abbandonate nella sua casa e visitò gli ammalati nelle corsie dell’ospedale di Verona guidata di una profonda devozione verso la Madonna Addolorata.

 

La grande opera della congregazione fu fondata da Santa Marchesa Maddalena da Canossa nel 1802 e li nacque il primo ‘‘Ritiro Canossa” affidato a due pie maestre con un numero di bambine povere raccolte da lei da qualche anno.

 

In una povera casa, nel Rione San Zeno in Oratorio, fu fondata la scuola di carità nel 1806 e dopo due anni nacque l’istituto delle Figlie della Carità.

 

Gli scopi principali delle Regole delle “Figlie della Carità” canossiane scritte da Maddalena riguardano tre rami dell’Opera di Carità:

 

  1. la visita degli Ospedali
  2. l’istruzione civile e morale
  3. il catechismo da apprendersi nelle parrocchie

 

Quando nel 1928 la Congregazione “Figlie della Carità” ricevettero la benedizione e l’approvazione del Santo Padre Leone XII, la Canossa ebbe motivo di gioia immensa: lo vide come un segno provvidenziale per il futuro della sua grande opera di Carità.

 

Nell’imminenza della sua partenza verso la patria celeste, Maddalena chiamò le sue figlie che la circondarono piangendo e dette loro le sue ultime raccomandazioni: vivere la Carità con lo stessso spirito amabilissimo, pazientissimo, generossissimo di Gesù che, per eccesso d’amore diede tutta la sua vita per la salvezza dell’umanità.

 

Morì serenamente il 10 aprile 1835, venerdì di passione, all’età di 61 anni, sorridendo davanti alla Vergine Addolorata, Madre della Carità ai piedi della Croce.

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